mercoledì 8 febbraio 2017

Come organizzare la propria postazione di lavoro

Ogni scrittore ha un posto preferito dove scrivere, una postazione che lo aiuta a concentrarsi e a lavorare duro. Può essere il tavolo della cucina, una scrivania destinata nello studio, il tavolino di un bar. Qualunque sia la vostra postazione, questa deve permettervi di lavorare bene. Per uno scrittore, che è un ladro di tempo, la produttività è tutto!

Io sono una di quelle che scrive anche su smartphone, se arriva l'ispirazione, ma quello che produco quando sono seduta alla scrivania davanti al PC non ha eguali. In un paio d'ore riesco a sfornare anche dieci/dodici mila battute, che con il tablet o lo smartphone sono l'equivalente della sindrome del tunnel carpale. Per questo sono andata a pescare qualche accorgimento utile per organizzare la mia postazione di lavoro, che sono felice di condividere qui. Ecco i miei consigli.




Regola del bersaglio
Seduti alla scrivania allargate le braccia, tracciando un cerchio: tutto quello che rientra all'interno del cerchio corrisponde a quello che deve essere a portata di mano. Nel mio caso sono gli occhiali, il block notes e una manciata di viveri. Una bottiglina d'acqua non deve mai mancare. Meglio posizionare fuori dal cerchio il telefonino, che è una delle prime fonti di distrazione. Tenetelo vicino solo se state aspettando una telefonata da il vostro editore o dal vostro fidanzato. Tutto il resto del mondo può aspettare.

Fare ordine
Noi scrittori siamo ossessionati da tutto ciò che è cancelleria: post-it, penne, matite, taccuiniiii (si proprio con tutte queste "i", perchè per te sono come le Manolo per Carrie Bradshow). In virtù di questo disturbo ossessivo compulsivi, cerchiamo di avere una postazione ordinata rinunciando al superfluo. Buttiamo le penne che non scrivono e usiamo solo un taccuino per volta. Less is more e gli altri possono attendere il loro turno stipati in un cassetto.

Accorgimenti tecnici
La profondità della scrivania deve essere almeno 7o centimetri, per ottenere una distanza ottimale dallo schermo del PC: 50 cm gli occhi e 70 cm le braccia. Il monitor deve essere più basso dagli occhi e la luce non deve riflettere sullo schermi, per evitare fastidi.

Tecnica Pomodoro
Questa tecnica serve a migliorare la produttività. In poche parole, andate a manetta per circa 30 minuti senza soste e distrazioni e, poi, concedetevi una piccola pausa. Decidete i vostri tempi in base agli impegni della giornata e in base alla stanchezza. Usare tecniche può essere un ottimo metodo, ma anche un deterrente. La scrittura non è una cosa che avviene a comanda. Quante volte trascorriamo minuti interi sullo stesso rigo? Tante! Per cui non siate rigidi nell'organizzazione del tempo e gestitelo in base all'ispirazione del momento.
Io ho solo un altro piccolo accorgimento: musica come se non ci fosse un domani. E voi? Qual è la vostra vita da scrittore alla scrivania?

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